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settlefish

 

 

Settlefish
"Oh Dear"
Unhip Records

 

 L'aggettivo più sentito e letto, quando l'argomento del discorso è la musica dei Settlefish, è “emotivo”, oppure “emozionale” (escludendo fin dall'inizio le varie etichette e categorie disponibili, visto che tanto, alla fine, non si sa mai cosa intendano indicare). Strano che si debba insistere così tanto su tali termini quando si parla di musica, materia che, almeno in teoria, dovrebbe essere prima di tutto emozione. Peccato che la situazione sia diversa e spesso intervengano a prendere il posto da protagonista aspetti assai meno nobili, e che appunto l'aspetto emotivo passi in secondo piano, diventando quindi una rarità, qualcosa di inatteso e sorprendente. Fortunatamente la band di Bologna ci ha abituato diversamente, e il loro terzo album, “Oh Dear!”, in uscita per Unhip Records il 30 ottobre, non smentisce questa linea.
Chissà perché, almeno per chi scrive, la musica dei Settlefish si tramuta, ogni volta, in un attivatore di memoria, in una sorta di catalizzatore di processi interni che portano con sé ricordi confusi e contrastanti, ma al contempo nitidi, di vacanze al mare fatte con i genitori, delle prime uscite con una ragazza, della prima sigaretta. Tentando di arrivare presto al punto, mi piacerebbe poter parlare di questo terzo disco usando il termine “ingenuità”, se non temessi di usare un aggettivo che solitamente, se applicato al lavoro di una band, non promette niente di buono. Si può però dribblare subito il problema, precisando che di improvvisato, lasciato al caso, di “inesperto” insomma, non c’è assolutamente nulla in questo disco. Avranno fatto la loro parte le decine – si parla in realtà di centinaia…- di date effettuate negli ultimi tre anni in giro per tutta Europa e spesso anche oltre, o il fatto di essere ormai al terzo disco (per non contare un EP acustico, un miniCD di tre pezzi chiamato “Nunavut”, un paio di split…), oppure ancora il fatto che, evidentemente, sono semplicemente bravi. La scelta di affidare il missaggio a un tale John Congleton –già all’opera sulle tracce di Paperchase, Explosions in the Sky per nominarne un paio – sottolinea come questo album non sia nato da una lotteria ma da scelte precise e, visti i risultati, azzeccate.
Torniamo però al centro del discorso. L’ingenuità che ho in mente, quella che mi fa sorridere mentre, da ballerino mediocre ma consapevole e quindi limitato nei movimenti, fa agitare la mia testa avanti e indietro, e che magari, il secondo dopo, mi fa provare una certa malinconia, unita sì a tristezza, ma non troppa - quella “positiva”, se esiste – è una questione, credo, di atteggiamento. In questi pezzi c’è dolcezza, ci sono racconti fatti agli amici, ma c’è anche la voglia di ribellarsi, di stare fuori tutta la notte, per poi andare a dormire ormai distrutti, quando “gli altri” escono per andare a lavorare. Quella condizione di purezza e ingenuità – appunto – in cui i più fortunati hanno avuto occasione di ritrovarsi, per un periodo più o meno breve della loro vita, e che in un modo o nell’altro, per una qualche ragione a volte traumatica, si è corrotta, incrinata; una condizione in cui si è quello che si è, senza tentare di essere qualcun altro; in cui si fa quello che si vuole fare, senza costrizioni ma contemporaneamente senza forzature. In cui la felicità, come le tristezza, la malinconia, la rabbia, erano genuine e vere.
È qui che risiede, forse, la forza dei Settlefish. Suonano la loro canzoni con leggerezza – mi si perdoni nuovamente l’uso di un termine così ambiguo - e spontaneità, e chi ascolta sa, cosa ormai rara, di trovarsi davanti a qualcosa di onesto e di umano. Al terzo disco la band è giunta a quadrare il cerchio, a completare il discorso iniziato con i precedenti lavori, riuscendo in maniera mirabile a sintetizzare energia e delicatezza, nostalgia e vitalità. Un disco assolutamente da avere, che fa sperare ancora che la musica sia suonata da persone vere, uguali a noi, e che senza dubbio si merita l'attenzione che qualsiasi cosa fatta con passione merita.

Maurizio

TITOLI:

01. Head Full Of Dreams
02. Balloons
03. Summer Drops
04. Interlude 1 (A Second Of Your Time)
05. I Go Quixotic!
06. The Boy And The Light
07. Interlude 2 (Whale Whistles)
08. Lonely Boy
09. Whirlwind In Delivery
10. This City
11. Interlude 3 (Ready To Go)
12. In The Neighbourhood
13. Interlude 4 (Dark Invader)
14. Slowly Moved On
15. Wishing Tunnels

 
 
   
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