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zencircusThe Zen Circus & Brian Ritchie

Villa Inferno

Unhip Records






Potrà sembrare banale ripeterlo, ma è sempre molto bello constatare che anche qui in Italia ci siano ottime band che nulla hanno da invidiare a quelle anglosassoni e che anche la scena rock italiana sia ricca di gruppi validi.
È’ il caso dei Zen Circus che hanno pubblicato di recente il loro nuovo album chiamato Villa Inferno uscito per Unhip/Promorama.
Un lavoro eccellente, un rock suonato in maniera ineccepibile, un disco divertente,fresco ed intelligente che conferma la formazione dei Zen Circus come una delle realtà migliori del nostro paese.
Generi musicali come il punk o il pop vengono qui eseguiti con uno stile personalissimo dando vita ad un suono grintoso e trascinante ma anche orecchiabile senza mai diventare banale.
La band toscana è riuscita a metabolizzare i suoi ascolti e le sue passioni musicali facendole propie (è questo secondo me che rende grande un musicista o un gruppo).
Sono cresciuti molto con questa loro nuova fatica discografica sebbene anche il disco precedente fosse incredibilmente bello; ne è la dimostrazione anche la lista di nomi di artisti che hanno collaborato alla realizzazione dell’album (tutti grandi musicisti.)
Il primo da citare è Brian Ritchie membro fondatore degli statunitensi Violent Femmes, il suo nome è affiancato a quello degli stessi Zen Circus come autore del disco.
Il contributo di quest’ultimo è stato determinante anche a livello compositivo e sicuramente per i tre ragazzi del circo zen averlo in formazione come quarto membro è stato come realizzare un sogno. Troviamo poi Jerry Harrison ex-tastierista dei Talking Heads (gruppo newyorkese,ancora oggi uno dei nomi fondamentali della new-wave anni 80-genere questo riscoperto dalle giovani generazioni e ancora attualissimo.) Harrison suona proprio le tastiere nella cover di “Wild Wild Life”,un brano-quest’ultimo- proprio della sua vecchia ed importantissima band.
Come dicevo grandi nomi del rock-pop che hanno sicuramente capito il valore del gruppo pisano,non va poi dimenticato il lavoro in qualità di co-produttore di Giorgio Canali nelle voci delle canzoni in italiano e della conclusiva “Les Tantes De La Dimanche”cantata in francese.
Ma la vera ciliegina sulla torta secondo me è la collaborazione di Kim Deal che canta con la sorella Kelley nel brano intitolato “Punk Lullaby” primo singolo estratto. Per i più distratti ricorderò soltanto che le due sorelle Deal sono state la colonna portante nonché la mente delle Breeders,una delle più belle realtà del indie-pop rock americano degli anni novanta e che la sola Kim inoltre ha militato nei grandissimi Pixies in qualità di bassista (se non avete mai ascoltato i Pixies-band di Boston degli anni 90-vi siete persi un capitolo importantissimo del rock a stelle e striscie di estrazione indipendente…..ergo procuratevi qualche loro disco e scoprirete un mondo……)
I brani che prediligo sono(oltre alla già citata “Punk Lullaby” ): “Vent’anni” e “Figlio di puttana” . Per concludere un gran bel disco, una grande conferma che porta il nome dei Zen Circus.

Woody
 
 
 

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