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Don Quibol
Don Quibol
Canebagnato Records
Confezione, fotografie e grafica sono curatissime, come è solito per le produzioni Canebagnato Records.
Ma il contenuto? Il contenuto è anch'esso curato, ottimamente prodotto, e decisamente interessante. Don Quibòl, al secolo Paolo Saporiti, voce e paternità dei pezzi e dei testi, Lucio Sagone ai tamburi e Christian Alati alle corde elettriche e piano, ci propongono una raccolta di 12 brani di rock (semi)acustico ben suonati, ben arrangiati, ben scritti, e cantati (in inglese) in modo assolutamente non banale, forse lievemente spiazzante sulle prime proprio per l'originalità dell'impasto.
Nessun problema però: tutto si risolve quando, dopo un paio di brani, ci si accorge che tutto è al suo posto, nessuno si è fatto del male, ed è proprio l'incastro non ovvio ma perfettamente funzionante ad essere uno dei punti di forza del trio.
Piazzandosi a cavallo fra andamenti melodici alla Depeche Mode, specie quelli di Songs of Faith and Devotion, i quali vengono evocati - almeno nella testa di chi scrive - anche da alcune scelte nell'utilizzo della voce, e un certo rock cantautoriale di matrice classicamente statunitense, con qualche spruzzata di grunge un po' desertico qua e là, il disco vince e convince.
Buon esempio di talento unito a maturità e discreta classe, Don Quibòl ha il pregio per nulla scontato di chiedere di essere ascoltato più volte, nel giusto momento, con la dovuta calma.
Maurizio
Titoli:
01. The world comes around
02. Human perversion
03. Fear of love
04. Play
05. Red eyes
06. Waitin' on a friend
07. God
08. We all, we'll wait in the fire
09. Don't you think
10. I threw'em all off
11. Did you hit me?
12. Prison
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